Franco Barin,

Appassionato di motori, giornalista sportivo autore del libro “Volevo regalarti un sogno”

e ideatore nel 2003 con Andrea Naldi ( purtroppo scomparso alcuni anni fa) del sito http://www.suissesport.ch,

che cattura migliaia di click mensili. Quando il tempo glielo permette Franco Barin è attivo anche come pilota di vetture di gare endurance. Nato nel 1958 a Padova, la passione per i motori l`ha ereditata dal padre. “Uno sport che può essere

difficile e complicato, ma che alla fine sono riuscito anche a praticare, ottenendo qualche vittoria, sempre come co-pilota, nelle gare di endurance, nei rispettivi campionati di categoria. Ricordo con molta soddisfazione la vittoria a bordo di una Bmw

sul circuito tedesco del Nürburgring, definito da Jackie Stewart “ l’inferno verde” A proposito di inferno, il coronavirus ha compiuto quella che per certi versi è un’impresa: la pandemia in un attimo è infatti riuscita a zittire uno degli sport “ più rumorosi”

che ci siano, e a rendere silenziose tutte le piste del mondo, luoghi in cui si andava anche per sentire quei “ruggiti” dei motori , quel rombo che a noi appassionati di questo sport piacciono così tanto

 

Attraverso Suissesport.ch, Barin segue le gesta dei piloti ticinesi, una risorsa importante.”

Non dobbiamo pensare solo al passato, a personaggi illustri quali Clay Regazzoni, Silvio Moser, Loris Kessel, Andrea Chiesa e Philipp Peter e tanti altri. Ai giorni nostri ci sono anche tanti piloti giovani che attualmente a livello internazionale si stanno

disimpegnando molto bene. Penso ad Alex Fontana, l’anno scorso impegnato nei campionati asiatici dove si è laureato campione di classe GT4 del China GT Championship , Joël Camathias, il quale ha corso la 24 ore di Le Mans, Gabriele Gardel e Stefano Comini, campione del mondo nelle gare turismo, Sharon Scolari, che corre nella

Formula Renault e Lotus Cup, Raffaele Marciello, vincitore del Fia Gt World Cup al Gran Premio di Macao 2019 . Senza dimenticare anche il Team Kessel, con il figlio di Loris Kessel, Ronnie, vero trascinatore. Sono tutti validissimi esponenti dell’automobilismo

ticinese che stanno portando avanti una tradizione di successo. A costoro, vanno poi aggiunti i cosiddetti   “Gentlemen Drivers”. Piloti che, come il sottoscritto, sono poco conosciuti e praticamente ogni fine settimana vanno in Germania, Francia e Italia

e partecipano alle gare di turismo e endurance. Non godono certo di grande visibilità, ma sono spinti da una passione incondizionata. Il Ticino è una fonte inesauribile di talenti alla guida. La tradizione non conosce soste, è un continuo sbocciare di giovani

talenti promettenti. Naturalmente, oggi non bastano più la bravura, il coraggio, il talento e la determinazione. Sono necessari anche gli sponsor, aiuti esterni, e un po’ di visibilità mediatica. La realtà è questa. A fronte di queste difficoltà, molti giovani

emergenti hanno nel frattempo dovuto rinunciare al loro sogno.

 

E se il Ticino, domani, riuscisse a organizzare una gara? Avremmo potuto avere, con la Formula E

il Gp di Lugano, ci siamo andati vicino, ma poi la scelta è caduta su Zurigo e Berna. Si è persa una grande occasione. Sarebbe fantastico se riuscissimo a ospitare un grande evento motoristico. Voci dicono che sul sedime dell’attuale aeroporto di Lugano potrebbe sorgere

un circuito. Inizialmente non vi si disputerebbero gare, ma sarebbe a disposizione per i test delle vetture. Oggi bisogna andare in Italia, per girare su un circuito. Se ne nascesse uno a Lugano, lo avremmo finalmente in casa…